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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Gossolengo
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mwiaGossolengo (mwiqUsleing [usˈləːiɡ] o mwiwUrsleing in mwjadialetto piacentinocite-ref-5[5]) è un mwkqcomune italiano di mwkg5 691 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Piacenza in mwmaEmilia-Romagna.

Contents

Storia
Sport
Note

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Geografia fisica

Gossolengo si trova sulla sponda mwnadestra del fiume mwnqTrebbia, circa mwng8 km a sud-ovest dal centro di Piacenzacite-ref-6[6], ad un'altitudine di mwow86 m s.l.m.cite-ref-7[7]

Il centro abitato di Gossolengo è attraversato dal 45º mwqqparallelocite-ref-8[8]. In particolare, il palazzo del municipio in piazza Roma si trova proprio sul suo percorso.

Origini del nome

Secondo la tradizione popolare, il nome Gossolengo deriverebbe da "osso lungo", il mwsafemore di un grosso mammifero rinvenuto in un fossato. Il reperto sarebbe stato ritenuto appartenente al corpo di un mwsqelefante africanocite-ref-9[9], animale raffigurato anche nello stemma comunale, in quanto la zona fu interessata dal passaggio delle truppe di mwtgAnnibale in occasione della mwtwbattaglia della Trebbia.

Il mwvqlinguista e mwvgglottologo mwvwGiovan Battista Pellegrini in mwwaToponomastica italiana evidenzia invece l'origine mwwqgermanica del toponimo, suggerita dalla presenza del suffisso mwwg-engo: o derivante dal nome personale germanico mwwwGauzilo o da un mwxaetnonimo riconducibile al popolo dei mwxqGoti, di matrice gotica e successivamente mwxglongobardizzatocite-ref-10[10]. Attraverso mwywGondolenci nel X-XI secolo e mwzaGoselengi nel XIII, poi mwzqGossolengi e infine mwzgGosolengo nel XIV secolo si arriva al toponimo Gossolengocite-ref-araldicacivica-it-11-0[11].

Storia

La zona di Gossolengo, frequentata fin dal mwbqPaleolitico, vide il passaggio di molti popoli, fra cui gli mwbgEtruschi, come testimoniato dal ritrovamento del mwbwfegato etrusco, i Cartaginesi e i Romani.

Nell'ambito della mwcqseconda guerra punica, lungo il corso del fiume mwcgTrebbia fu combattuta, il 18 dicembre del mwcw218 a.C., la mwdabattaglia della Trebbia tra le mwdqlegioni romane guidate dal console mwdgTiberio Sempronio Longo e le truppe mwdwcartaginesi di mweaAnnibale conclusasi con la vittoria di questi ultimicite-ref-trebbia-12-0[12].

La zona divenne di proprietà dei monaci benedettini del mwfgmonastero di San Savino di Piacenza e della mwfwcattedralecite-ref-storia-13-0[13]. Nel XII secolo fu edificato il mwhacastello. Nel mwhqbasso Medioevo la storia di Gossolengo fu strettamente legata a quella di mwhgPiacenzacite-ref-storia-13-1[13]: nel 1314 la zona di Gossolengo fu teatro di una battaglia tra il signore di Piacenza mwiwAlberto Scoto e i mwjaVisconti, desiderosi di espandersi a sud del corso del fiume Pocite-ref-storia-13-2[13].

Nel 1536 vi fu una battaglia tra i mwlgFarnese, signori di Parma e Piacenza, e le truppe spagnole, che arrivarono ad espugnare il castellocite-ref-storia-13-3[13]. Nel 1630, nella zona imperversò per cinque mesi la mwmwpeste, che fece numerose vittimecite-ref-storia-13-4[13]. Tra il 1636 e il 1637 il paese, così come quasi tutto il resto del Piacentino, subì numerosi saccheggi da parte delle truppe francesi e spagnolecite-ref-storia-13-5[13]. Tra la fine del 1746 e l'inizio del 1747 una nuova epidemia di peste si abbatté su Gossolengo, riducendo la popolazione del 25%cite-ref-storia-13-6[13].

Nel 1796 Gossolengo, insieme alla città di Piacenza, fu occupato dalle truppe mwqqnapoleoniche che, nel 1799, si scontrarono con le truppe austro-russe in una zona situata tra i comuni di Gossolengo, mwqgRottofreno e mwqwGragnano Trebbiense nella mwrabattaglia della Trebbia, vinta dagli austro-russi comandati dal generale mwrqSuvorov. Dopo la vittoria, questi ultimi dettero alle fiamme Gossolengo insieme ad altri villaggi della zonacite-ref-storia-13-7[13].

Nel 1877, in località Ciavernasco di mwswSettima, durante le operazioni di aratura di un campo, un contadino rinvenne un fegato bronzeo di epoca etrusco, piccolo oggetto usato dagli Etruschi per la divinazione che è conservato nei musei civici di Piacenza presso mwtapalazzo Farnesecite-ref-storia-13-8[13].

Nell'estate del 1918 le zone militari recintate poste lungo il corso del fiume Trebbia, che già a partire dal dicembre 1917 avevano ospitato un campo che raccoglieva soldati italiani considerati disertori provenienti dalla zona del fronte, ospitarono un mwugcampo di concentramento dedicato a prigionieri di guerra austriaci, tedeschi e ungheresi che arrivò a contenere al suo interno più di mwuw2 000 soldati, sfruttati per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Al termine del conflitto lo stesso campo venne riadattato per accogliere i soldati italiani reduci dal fronte e dalla prigionia, arrivando a ospitare nel giro di qualche giorno fino a mwva60 000 persone che vi rimasero fino al periodi natalizio, quando furono autorizzate a fare ritorno alle proprie località di originecite-ref-14[14].

Negli anni tra la fine del mwwgXX e l'inizio del mwwwXXI secolo il paese ha vissuto un notevole sviluppo edilizio e demografico, avvicinandosi notevolmente alla cittàcite-ref-storia-13-9[13].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale ricostruita nel mwzgXIX secolo sulla base di una precedente cappella cinquecentesca e poi ampliata all'inizio del Novecento con l'innalzamento della navata maggiore e l'allungamento dell'aula. L'interno si suddivide in tre navate separate tra loro da pilastri che formano mwzwarchi a tutto sesto. La facciata, a salienti, presenta nella sua porzione centrale una doppia coppia di lesene tuscaniche sopra alle quali si trova una trabeazione riportante la scritta "DIVO QUINTINO MARTIRI DICATUM"cite-ref-15[15].

Architetture militari

Castello di Bardinezza
Citato in un documento risalente al 1335 fu coinvolto nei combattimenti tra lo stato pontificio e il ducato di Milano. Tra il 1503 e il 1522 divenne di proprietà dei canonici lateranensi di Sant'Agostino, ai quali rimase fino alla loro soppressione avvenuta in età napoleonica. Successivamente passa alle famiglie Calciati e Cella. Il maniero presenta una struttura dalla forma rettangolare con cortile interno e due torri quadrate, poste sul lato settentrionale. L'ingresso era, in origine, caratterizzato da un mw2qponte levatoio a scavalco di un fossato che è stato, in seguito, interratocite-ref-16[16].

Situato al centro del paese, si tratta di un fortilizio risalente alla fine del XII secolo costruito in mw4glaterizio e mw4wciottoli di fiume. Presenta una pianta rettangolare con due cortili interni. Il lato nord, dove era posto l'ingresso originario, vede una torre dove sono visibili i segni lasciati dal ponte levatoio che vi era situato. Adibito ad abitazione, è di proprietà privatacite-ref-17[17].

Citato in un'investitura risalente al XV secolo in cui viene concesso alla famiglia Landi da parte di mw7aGiovanni Maria Visconti, sorge sui resti di una precedente torre andata distrutta durante alcuni scontri nel XIII secolo. L'edificio, in pessimo stato di conservazione, presenta una struttura a quattro lati con torri poste sugli angoli: due di queste torri, tuttavia sono andate distrutte così come altre parti del complesso quando, nel seicento, venne costruita un'adiacente villacite-ref-18[18].

Situato anch'esso nelle vicinanze della frazione di Settima, prende il nome dalla possibile presenza di una basilica rurale nel punto in cui venne edificato. Venne costruito ad opera di Nicolino Tedeschi che aveva ottenuto nel 1400 la concessione da parte di mw9qGian Galeazzo Visconti. Originariamente più basso, l'edificio di pianta rettangolare venne rialzato con lavori svolti in più fasi limitrofe in termini temporali, riconoscibili dai segni lasciati dalle varie mw9gmerlature. Fu, infine sottoposto a un tentativo di trasformazione in dimora signorile che rimase limitato all'ala sud, caratterizzata dalla presenza di finestre archiacutecite-ref-19[19].

Di incerta epoca di costruzione e inizialmente dipendente dal mw-wcastello di Rivalta, appartenne ai mwaqaMalaspina nel 1100 per poi passare ai Landi che lo tennero fino ai primi anni del XVI secolo quando diventò di proprietà dei Rollieri dai quali passò infine ai Casati. Caratterizzato da una struttura rettangolare, è stato trasformato in azienda agricolacite-ref-20[20].

Castello di Ciavernasco
Edificio risalente al XIV secolo, venne realizzato ad opera della famiglia Tedeschi appartenendo, poi, in seguito, agli Anguissolacite-ref-21[21].

Castello di Banche
Originariamente di proprietà della famiglia Seccamelica, nel 1628 una parte del complesso venne comperata da Marcantonio Crotti, passando poi alla famiglia Aimi e, nel 1637, all'orefice Lorenzo Valla che acquisì anche la rimanente parte di proprietà dei Seccamelica. Nel 1686 venne comperato per 100 scudi d'oro Carlo Valla. Nel 1738 Gaspare Valla cedette la sua porzione del castello al cardinale mwareGiulio Alberoni che due anni più tardi completo l'acquisizione comprando una parte del complesso che era stata venduta dai Crotti a Domenico Zocchi nel 1720. L'edificio è di proprietà dell'Opera Pia Alberonicite-ref-22[22].

Castello i Pilastri
Costruito nel 1483 dal conte Daniele Visdomini, che era stato autorizzato dal duca di Milano mwaroGian Galeazzo Maria Sforza, fu venduto nel 1523 alla consorte del conte Ottaviano Landi di Rivalta, rimanendo tra i beni landiani fino al 1617 quando fu ceduto al mercante Domenico Gazzola. Il castello, riadattato per scopi agricolo-rurali si presenta in cattive condizioni di conservazione. Sulla facciata maestra sono ancora presenti alcune tracce del ponte levatoio e di un muro dotato di merlaturacite-ref-23[23].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-24[24]

Geografia antropica

Frazioni

Nel territorio comunale sono riconosciute ufficialmente tre frazioni.cite-ref-statuto-2-1[2]

• Caratta (mwatq108 m s.l.m., 38 abitanti)
• Quarto (mwatc85 m s.l.m., 911 abitanti)
• mwatkSettima (mwato97 m s.l.m., 544 abitanti)

Altre località del territorio

Tra le varie località sparse nel comune si ricordano: Baselica, Ca' Blatta, Ciavernasco, Lanzafame, Mattiola, Ponte Nuovo e Rossia.

Economia

Grazie alla sua posizione pianeggiante e alla vicinanza con il corso del fiume Trebbia, il territorio gossolenghese è stato storicamente dedicato all'mwat8attività agricola, favorita dalle caratteristiche del terreno e dall'ampia disponibilità di acqua per l'irrigazione. Tra le coltivazioni più diffuse si hanno mwauacereali, mwauefrutta, mwauibarbabietole e mwaumforaggi destinati ad allevamenti di suini e bovini da latte. Sono, poi attive industrie nel campo della trasformazione alimentare come salumificicite-ref-25[25].

Insediamenti industriali di piccole dimensioni si sono sviluppati nel capoluogo, lungo il percorso della strada provinciale 28, e nelle frazioni di Quarto e Settima, lungo il percorso della strada statale 45 di Val Trebbia, nonché in una zona a sud rispetto alla frazione di Quartocite-ref-26[26]cite-ref-27[27].

La vicinanza con la città di Piacenza ha favorito, a partire dagli anni '90 del XX secolo, uno sviluppo edilizio, specialmente nei centri di Gossolengo e Quarto, che ha quasi completamente saturato le possibilità di espansione di questi centri abitati, permettendo, al contempo, un aumento della popolazione comunale di circa il 50%cite-ref-28[28]. Allo stesso modo la vicinanza con il capoluogo ha favorito un forte pendolarismo: secondo dati del 2001 i pendolari in uscita da Gossolengo per motivazioni lavorative erano giornalmente mwavy1 143cite-ref-29[29].

Infrastrutture e trasporti

Nel territorio comunale di Gossolengo, più precisamente presso le frazioni di Quarto e Settima, passa la mwav0strada statale 45cite-ref-30[30]. Il capoluogo comunale è interessato dal passaggio della mwawistrada provinciale 28 di Gossolengo che collega mwawmPiacenza a mwawqRivergaro, dove si ricongiunge con la statale 45.

Nel territorio comunale c'è un ponte sul Trebbia, il mwawyponte di Tuna, che prende il nome dall'omonima frazione del comune di mwawcGazzola posta sull'altra sponda del fiume. Questo ponte unisce il comune di Gossolengo con la strada provinciale 40 di Statto, in comune di Gazzolacite-ref-31[31].

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 27 giugno 1985 | 1º giugno 1990 | Gianni Arbasi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 32 ] |
| 1º giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Gianni Arbasi | Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 32 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Gianni Arbasi | Centro-sinistra | Sindaco | [ 32 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Gianni Arbasi | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Maria Bianchi | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Maria Bianchi | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Angelo Ghillani | Lista civica Insieme per Gossolengo | Sindaco | [ 32 ] |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Andrea Balestrieri | Fratelli d'Italia , Lega: Salvini Premier , Forza Italia | Sindaco | [ 32 ] |
| 9 giugno 2024 | in carica | Andrea Balestrieri | Lista civica Tutti per Gossolengo | Sindaco | [ 32 ] |

Altre informazioni amministrative

A partire dal 2006, anno di costituzione dell'entecite-ref-33[33], e fino al suo scioglimento avvenuto alla fine del 2024cite-ref-34[34], Gossolengo ha fatto parte dell'Unione Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta, che comprendeva diversi comuni piacentini compresi tra la bassa val Trebbia, la mwaz4val Luretta e la pianura Padana. Al 2020 i comuni che facevano parte dell'unione erano, oltre a Gossolengo, mwaz8Calendasco, Gragnano Trebbiense, mwaaaRivergaro e Rottofrenocite-ref-35[35].

Sport

La principale squadra di calcio del comune è l'U.S.D Gossolengo Pittolo, rappresentante anche la mwaacfrazione cittadina, che prosegue la tradizione sportiva dell'Unione Sportiva Gossolengo, fondata originariamente nel 1954cite-ref-36[36], dopo la fusione con il Pittolo avvenuta nel 2018 che ha permesso ai gossolenghesi di conquistare la categoria in cui militava il Pittolocite-ref-37[37]. Il sodalizio milita nel campionato 2023-2024 nel girone A provinciale di mwabaSeconda Categoriacite-ref-38[38].

Nella frazione di Quarto, condivisa con il comune di Piacenza, è stato attivo fino alla stagione 2021-2022, al termine della quale ha rinunciato all'attività, il Lyons Quarto, militante nell'ultima stagione di attività in mwabyTerza Categoriacite-ref-39[39]. Il centro sportivo di Quarto ha ospitato nella stagione 2022-2023 un'altra società militante in Terza Categoria, l'Academy Moretticite-ref-40[40], sodalizio ritiratosi dopo una sola stagionecite-ref-41[41].

La principale squadra rugbistica di Gossolengo è l'A.S.D Elephant Rugby Gossolengo, militante nella stagione 2020-2021 nel campionato di mwacqSerie C1cite-ref-42[42].

La principale squadra di pallavolo di Gossolengo è il MioVolley Gossolengo, militante nella stagione 2023-2024 nel girone C di mwacoserie B1cite-ref-43[43].

Note

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Collegamenti esterni

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